Pinacoteca Villa Favorita
phone: 091 971 61 52

Dal 13 aprile, la Fondazione Thyssen-Bornemisza ha riaperto al pubblico le porte della Pinacoteca e del giardino di Villa Favorita, a Lugano-Castagnola. Un viale di cipressi, dovuto al Principe Federico Leopoldo di Prussia e realizzato nel 1919, guida il visitatore attraverso il giardino portandolo alla Collezione d'arte. L'origine delle terrazze digradanti verso il lago, piedistalli per una lunga teoria di esemplari esotici, potrebbe però datarsi al Settecento. Un albero dei tulipani, vari Ginko, magnolie bianche, glicini, rododendri, camelie, rose, olivi, oleandri, e una rara Michelia doltsopa - piantata dal Dalaï Lama in occasione di una sua visita a Villa Favorita nel 1993 - contribuiscono ad incantare l'ospite di questo luogo. Un imponente cedro himalayano, una magnolia bianca e due esemplari di Rhododendron arboreum costituiscono un affascinante sipario naturale per la parte privata del giardino (accessibile ai visitatori solo su prenotazione e con visita guidata obbligatoria). Il padiglione seicentesco denominato Glorietta e l'edificio sottostante, rinnovati completamente nel 1962, costituiscono oggi l'accesso alla pinacoteca di Villa Favorita. Sotto soffitti a cassettoni di stile rinascimentale, opere e mobili datati tra il XIV e il XVIII secolo testimoniano delle origini della raccolta, nata come collezione di arte antica. Una serie di santi dipinti nel settecento dall'olandese Jacob de Wit e un interessante San Francesco in estasi di Bartolomé Esteban Murillo, ma sopratutto sculture e rilievi di epoche e materiali diversi conducono il visitatore alla sala detta "sala di marmo". Con essa si apre la collezione permanente, ovvero un vasto panorama dell'arte del XX secolo con esponenti del cubismo (Léger), del futurismo (Severini), dell'espressionismo tedesco ed austriaco (Nolde, Schmidt-Rottluff, Schiele), e dell'astrattismo geometrico con l'avanguardia russa (Lario-nov, Malevich) e il gruppo De Stijl (Dexel). Inoltre un' importante selezione di dipinti ed acquerelli dell'Ottocento americano e documenti dell'Action Painting (Pollock) e dell' Iperrealismo americano (Estes) permettono di seguire lo sviluppo particolare della pittura d'oltre oceano nei due ultimi secoli. La collezione propone dunque una rara occasione di confronto tra le avanguardie del secolo scorso sviluppatesi nelle varie regioni europee e l'evoluzione della pittura statunitense. Tale confronto rivela l'universalità della pittura, dove le preoccupazioni spesso comuni vengono però espresse secondo le peculiarità culturali di singoli artisti.

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